Chi era Medardo Rosso? Uno scultore impressionista italiano (1858-1928), noto perché dà il nome ad una strada di Milano e per aver avuto un figlio di nome Francesco Evviva Ribelle.
Chi è Roberto Baggio? Un calciatore italiano, nato nel 1967, noto per essere uno dei più grandi talenti del pianeta. Dal combinato disposto di queste due domande è venuta fuori l’affermazione di Fabio Paesani, nuovo campione di “Passaparola” trionfatore nella puntata del 13 gennaio a spese del sottoscritto. Lui sapeva chi era Medardo Rosso, io ho fallito la domanda sul Pallone d’oro di Baggio.
Ho salutato la trasmissione di Gerry Scotti dopo 115 puntate e 109 vittorie: ero stato chiamato come campione in carica in queste serate speciali della domenica perché ero il vincitore dell’ultima puntata andata in onda, la finalissima tra novanta ex campioni del 7 gennaio 2006. Mi hanno così riproposto come il Tutankhamon del telequiz, e ho resistito per quattro puntate fino all’arrivo dell’avvocato riminese che mi ha battuto.
Mi ero accorto che Fabio era bravo conversando con lui prima della sfida: ha 44 anni (uno più di me), cresciuto con i mitici “Chissà chi lo sa” e “Dirodorlando”, i grandi quiz per ragazzi ideati da Cino Tortorella, è patito di enigmistica, e mi raccontava che, fin da piccolo, “ha letto tutto quello che gli passava per le mani”. La mamma, preoccupata, gli spegneva la luce della stanza perché smettesse di leggere e dormisse ma lui si era procurata una lucina tascabile per proseguire la lettura anche di notte. Siamo stati molto tempo a ricordare sceneggiati, sigle Tv, ma anche oggetti e prodotti oggi scomparsi che fanno parte della nostra memoria collettiva di ragazzi degli anni Settanta. Ma i ragazzi di oggi ce l’avranno, una memoria collettiva?
Ora Fabio fa il civilista con qualche sconfinamento nel penale, ha una compagna, Barbara, ed un figlio, Edoardo, di sei anni, che naviga in una casa invasa dai libri ed ivi esercita la sua curiosità e la sua voglia di scoprire il mondo.
Delle varie puntate di “Passaparola” mi resta, oltre alle somme ed ai premi vinti, uno straordinario campionario di rapporti umani e di amicizie: con quasi tutti gli ex concorrenti, teoricamente rivali, abbiamo costituito un sodalizio su Internet che si nutre di scambi di idee e discussioni che vanno dai massimi sistemi (politica, cultura, religione) fino ai minimi (“Come si chiamava la cantante dei Daniel Sentacruz Ensemble?”). In realtà è questo il segreto di “Passaparola”: sollecitare quell’atmosfera condivisa che consente al pubblico da casa di giocare e di sognare di diventare campioni, con una rigorosa attenzione per la lingua italiana, per le parole, per quella “cultura generale” che oggi si riscopre dopo anni di invettive contro il “nozionismo”.
Gerry Scotti si è confermato maestro di cerimonie di lungo corso, dando anche alla bella “Letterina” diciannovenne Bianca Sommaruga la possibilità di dare una risposta (esatta) su Trotskij fondatore dell’Armata Rossa, mentre qualcuno rimpiange certi “Vip” un tempo ospiti del programma per risposte oltre i limiti dell’assurdo (“E’ impossibile quella del cerchio, con la q: curvatura!”).
Se volete anche voi coronarvi con la ruota delle ventuno lettere della trasmissione, in una prossima edizione, chiamate il numero 0237057007. Passaparola!